Tramonto a Mezzogiorno

Niente mai mi sembra vero.
L’erba del giardino passa da estate a inverno con ogni respiro.
Il cancello mi ricorda i tempi in cui lo straniero veniva dal fondovalle,
e io rimanevo soltanto un pezzo di muro in più.
Un essere inerte con storie da raccontare.

Ieri, Alejandra mi sembrava viva.
Ma ogni mattino quando mi sveglio ricordo che è morta
da prima ancora della mia nascita.
Eppure la sento così mia, così conosciuta, così lei, così via…

Man mano che scrivo le lettere prendono vita,
diventano formiche che cercano di scappare dal foglio di carta.
E pensare che un secondo fa erano ammucchiate fra il mio indice,
il dito del medio, l’anulare, il mignolo che si appoggia al foglio,
e il pollice che le tiene sotto controllo.

Oh! Ho appena visto José Antonio in un fiore,
ed ecco una formica che mi gira sul dorso della mano.
Tutto mi sembra così irreale,
una presa per il culo…
… ma tenera.

Italo è di là a fare una zuppa “astrale” come la chiama lui,
dice che è stata sua nonna a darle la ricetta,
ma io so bene che Italo, la nonna non l’ha mai conosciuta,
neanche i suoi.
E’ una di quelle persone senza passato.
Ma lui è stato bravo a farsene uno.
Bravo Italo!

Nel frattempo mi sembra che sia martedì,
e che fra poco io debba prendere il treno per andare a trovare la negra in spiaggia.
Abbiamo fatto un patto.
Abbiamo deciso di fare l’ultimo bagno insieme,
al tramonto.
Invece è domenica, e le campane suonano
una,
due,
cinque,
undici volte.

Appeso alla parete c’è un quadro con la foto di una.
Dev’essere una foto vecchia perchè quel viso non l’ho mai visto da queste parti.
Giusto! Quel viso non è dei nostri!
Manca il naso storto e l’occhio diffidente.
Che ci fa qui della gente così assurda?

Ora vedo che questo quaderno non è diventato quel che doveva,
è tutto scritto male e in una lingua che non mi appartiene, eppure…

Vedo l’ultimo scritto.
Quello che precede a questo.
Data dell’otto luglio e parla ancora di quel macaco.
Avevo promesso di salvarlo
e guardate, mi è morto nel giardino di casa in mezzo ai lamponi.
Povero sfigato. Doveva venir a morire proprio qui?

Il cielo improvvisamente è diventato grigio,
ma non il grigio delle nuvole cariche d’acqua.
E’ fumo
e sembra notte.
Corrono voci che il pianeta sia in fiamme.
Ma nessuno ne è veramente certo.
Questo potrebbe essere solo uno strano tramonto a mezzogiorno.

Vedete, a me niente sembra vero.
Può darsi, ed è la cosa più probabile,
che io stia dormendo.
Che non abbia ancora aperto gli occhi,
e che la stanza sia ancora buia,
e che io stia scrivendo queste sciocchezze nel mio sogno.

Si, penso sia proprio così.
Altrimenti, come farei ad avere una matita in mano?
Vedete, io sono solo un pezzo di muro.
Un essere inerte. Eppure…

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

Conectando a %s