Archivo mensual: junio 2018

Ex

Sono te morto.
Sono la sagoma di chi eri ieri.
Sono chi non sei mai stato.
Sono la persona invisibile.
Sono il riflesso che è rimasto nello specchio.
Sono il bambino della foto in casa di tua nonna.
Sono il ricordo che hai dimenticato.
Sono il vinile che gira senza musica.
Sono la bottiglia vuota.
Sono la vita in coma.
Sono il bacio rifiutato.
Sono l’impossibilità.
Sono l’amore dell’illuso.
Sono la casa senza madre.
Sono la madre senza figlio.
Sono la tragedia.
Sono il dolore senza corpo.
Sono l’urlo del cuore.
Sono la felicità finta.
Sono quello che hai voluto.

Profanazione

Hai mai visto un delfino in un acquario?
Nuota in cerchi ad occhi chiusi,
con quella tenue espressione che sembra un sorriso.
La sua penitenza non sottrae la sua sostanza.
La verità del suo essere libero batte la non-verità del suo essere prigioniero.
Il suo corpo leggero disegna una linea infinita nel serbatoio.
Dietro il vetro, il soggetto “io”, fa parte dell’artificio.
Il soggetto “io” osserva muto.
La linea infinita si rallenta e si ferma proprio lì,
sul fondo del serbatoio,
sotto i piedi del soggetto “io”.
I suoi occhi, chiusi finora, si aprono e osservano il soggetto “io”.
Gli occhi del soggetto “io”, chiusi finora, si aprono e osservano.
La comunicazione incipiente trascende il dispositivo acquario.
La comunicazione incipiente non è fatta da simboli.
La comunicazione incipiente toglie il “io” al soggetto.
Ora, ente viviente.
– Lo divino –
Un flash di luce artificiale violenta il vetro, e il piccolo occhio aperto.
Il delfino si alza veloce e nuota per allontanarsi.
Torna a nuotare in cerchi ad occhi chiusi.
Otrora ente viviente, torna ad essere soggetto “io”.
Soggetto “io” promise conservare il messaggio interrotto.
No, non si può decodificare ciò che non è stato codificato.
Il messaggio non può essere capito.
Neanche il suo meccanismo.
Hai mai visto un delfino in un acquario?
Nuota in cerchi ad occhi chiusi,
Nuota in cerchi ad occhi chiusi,
Nuota in cerchi.
Nuota.
Nuota?
Hai mai visto un delfino in un acquario?
Hai mai visto un delfino?
Hai mai visto?

Castel Dho

Una llamada que conduce a un túnel.
Un túnel que atraviesa el castillo.
El túnel atraviesa el año 1000.
La última luz eléctrica.
Una advertencia intermitente.
En el suelo, un pájaro recién muerto.
Mordidas de gato.
Olor a humo antiguo.
Madera impregnada de tiempo.
Piedra cargada de almas.
Ojos que miran desde las ventanas silenciosas.
Ojos que aguardan detrás de los muros oscuros.
Puertas entreabiertas que respiran.
Viento inmóvil que sale de mi pecho.
Tropel de gritos inquietos.
Estampida de pasos mudos.
Leyendas que se autonarran.
El túnel no termina.
Mi sangre tampoco.
Mis pupilas se agrandan hasta volverse un ojo negro.
Ojo negro que dobla la realidad.
Mis orejas se alargan y agudizan.
Hasta sus membranas llegan sólo frecuencias inhumanas.
500 latidos por minuto. Un ratón.
El túnel no termina.
Mi sangre tampoco.
El corazón respira humo.
Los pies, frío.
El silencio habla otro idioma.
El vacío está poblado.
Mi garganta lo sabe.
El túnel se abre al cielo rojo.
Poco a poco vuelvo a respirar la noche.
Vuelvo a adquirir forma humana.
Pero ya no soy yo.