Essere Non

E passeranno gli anni.
Li vedrai uno dietro l’altro entrando in Aula Magna.
Passeranno proprio davanti ai tuoi occhi per poi sedersi in ordine cronologico,
dal più recente al più antico,
dall’ultima fila di sedie fino alla prima.
Incominciano ad entrare bambini ermafroditi con la saggezza di un centenario.
Poi adolescenti adulti esuberanti e ribelli,
ognuno con la sua personalità
non ci sono due minimamente simili.

Tutti portano il proprio quaderno e la propria penna,
che è diverso da quelli degli altri.
Gli anni dell’infanzia sono quelli più anziani,
di lunghe barbe bianche e occhi dolci,
e si siedono tutti in prima fila.
Arriva quello più anziano per ultimo,
cammina verso la sua sedia aiutandosi da un bastone,
emanando un’aria di solennità
che fa sentire il rispetto che gli professano gli altri anni.
Ma rimane ancora una sedia vuota.
La prima sedia,
l’anno Zero.

In silenzio ognuno si alza
e si avvicina a te,
che li aspetti sulla cattedra.
Senza dire parola, ogni anno viene giudicato,
in uno scambio telepatico
che scatta con l’incontro degli sguardi.
Alcuni li riconosci al primo colpo,
ti fanno spalancare gli occhi togliendoti il pensiero
oppure ci sono altri che i tuoi occhi fanno diventare torbidi.
Per qualcuno hai bisogno di qualche secondo per ricordarlo bene
e basta solo l’arretrato ricordo di un profumo antico
per farti tornare quell’autunno.

Uno a uno vanno passando e vanno sparendo,
ognuno lascia un pensiero e un sentimento
a volte minuscolo,
a volte colossale.
Quando tutti sono passati davanti a te,
perfino quello più anziano
noti la presenza di quel soggetto assente,
l’anno zero.
Rivolgi lo sguardo verso la sedia vuota,
e più la guardi,
più hai la certezza di quella assenza.
Ti chiedi che faccia avrà,
come saranno i suoi occhi.

Allora scendi dalla cattedra.
I tuoi passi sono tardi e grevi,
e fanno digrignare il legno antico del pavimento
che risuona nei tetti e le pareti dell’Aula magna.
Man mano che ti avvicini alla sedia dell’anno zero,
un’energia fa battere il cuore e scaldare le mani.
E lì, una volta di fronte,
il professore si siede e diventa studente.
Nell’aula vuota,
non ci sono più insegnamenti,
ne cronologia,
ne ricordi,
ne esami.

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

w

Conectando a %s